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Oli profumati

Salute e benessere
04 Novembre 2012

Oli profumati




Oli profumati sono stati utilizzati fin dall’antichità più remota ed elegante.
Ecco come far rivivere gli antichi segreti di seduzione e bellezza.

“Cleopatra Gyneciarum libri”. È il libro, ormai perduto, in cui la più famosa e seducente regina dell’antichità annotava le sue ricette di oli profumati e unguenti cosmetici. 
Secondo gli scrittori latini, questa donna di leggendaria bellezza era una vera esperta di cosmesi e possedeva addirittura una fabbrica di profumi ad Ein Gedi, vicino al Mar Morto; le era stata donata da Marco Antonio in omaggio al suo sapere sull’argomento e fu forse la prima “spa” della storia. Certamente qui si producevano profumi che venivano anche esportati a Roma.

La cura del corpo 
Del resto, il vero culto che gli egizi nutrivano per la cosmesi e gli oli profumati è testimoniato non solo dai vasi con residui di antichi profumi ritrovati nella fabbrica di Cleopatra, ma anche da rilievi con rappresentazioni di massaggi eseguiti con olio d’oliva, dalle giare contenti resine di conifere per la preparazione di profumi, rinvenute in tombe reali del 3000 a.C, o dai vasi di oli odorosi che ancora profumavano quando fu aperta la tomba di Tutankamen, 3000 anni dopo la loro preparazione! 

Le ricette degli egizi 
Alcuni di questi antichi profumi erano famosissimi nell’antichità, tanto che sia Plinio il Vecchio, sia il medico greco Dioscoride ce ne hanno tramandato non solo i nomi, ma anche le ricette. Il “Regale Unguentum” era composto da spezie ed essenze provenienti dall’Estremo Oriente; il “Susinum” profumava di lillà; il “Ciprinum” era fatto con estratto di fiori d’henné; e poi ancora il “Rodinium” che profumava di rosa e tanti altri ancora. Furono gli egiziani ad inventare “l’alabastron”, la tipica boccetta d’alabastro a forma di goccia, per conservare al fresco e al buio la delicata essenza. Ma non furono certo i soli a coltivare quest’arte. 

I profumi di Cipro 
A Cipro, l’isola consacrata ad Afrodite e alla bellezza femminile, patria della “cipria”, il cosmetico più antico del mondo, sono stati scoperti i resti di un grande impianto industriale, un edificio di 4000 metri quadrati che risale al XX secolo a.C. Sulla costa meridionale di Cipro, a Pyrgos, l’olio di oliva non veniva prodotto solo a scopi alimentari, ma era alla base della produzione di antichi profumi. L’intera area industriale era articolata attorno ad un grande frantoio centrale, probabilmente il più antico frantoio del Mediterraneo, fulcro di tutte le attività. Produceva olio d’oliva per usi cosmetici, farmaceutici, tessili e anche per alimentare le fornaci per la fusione dei metalli, in particolare il rame. 

La fabbrica più antica 
Un violento terremoto, nel 1850 a.C., e il rovinoso incendio che ne seguì a causa della notevole quantità di olio presente in quel luogo, distrussero drammaticamente il sito. Così, come a Pompei, quando la fabbrica fu scoperta, bastò scavare sotto un sottile strato di terra per ritrovare vasi, anfore, miscelatori e mortai, imbuti di terracotta, tazze porta-profumi e alambicchi per la distillazione delle essenze. C’erano 14 fosse colme di cenere e carboni dove si sono ritrovate altrettante brocche contenenti olio d’oliva con essenze in fusione. 
Il gran numero di bacili, giare e tazze ritrovato in un cortile adiacente la fabbrica, fanno pensare che lì, sotto ad un colonnato, aveva luogo anche la vendita al dettaglio. 
Ma l’olio non si usava solo per preparazioni cosmetiche, alcuni strumenti per la lavorazione dei tessuti erano imbevuti di olio profumato al rosmarino che serviva probabilmente a rendere più morbide e profumate le fibre di lana. 

Divine fragranze 
Ma come si preparavano profumi ed unguenti? 
I romani utilizzavano solo olio di oliva finissimo ottenuto dalla spremitura di olive acerbe del mese di Agosto, “oleum ex albis ulivis”. Vi mescolavano fiori, legni profumati o essenze e lasciavano tutto in fusione, a maturare al caldo per diversi giorni. 
Recentemente alcuni studiosi, dopo aver analizzato il contenuto dei diversi reperti della fabbrica di Pyrgos, hanno riprodotto i procedimenti di estrazione degli oli profumati. Poi, hanno ricreato quattro diverse fragranze in uso nell’antichità e hanno dato loro ilo nome di quattro dee dell’Olimpo. Oltre all’olio di oliva hanno utilizzato foglie, fiori e frutti di alloro, cannella, finocchio, anice, mandorla amara, pino d’Aleppo, mirto, coriandolo, bergamotto e menta. 

Ricette da provare 
Chi volesse cimentarsi può provare anche a casa: non è difficile e può essere anche molto divertente e gratificante, soprattutto quando, dopo la doccia, avrete il piacere di nutrire la vostra pelle con un seducente olio di benessere. 
Innanzitutto bisognerà procurarsi un olio di oliva non troppo aromatico perché altrimenti il suo gusto coprirebbe quello della fragranza che vogliamo. Poi bisognerà scegliere il metodo: fiori o essenze? 
Se utilizziamo i fiori, dovremo mettere in fusione per esempio 200 g di fiori secchi di lavanda in 1 litro d’olio per un paio di settimane. Poi filtrare con una garza e rinvasare. 
Nel caso si preferiscano i fiori freschi, per esempio il gelsomino o la rosa, bisognerà raccogliere i petali, metterli in fusione e dopo un paio di giorni, quando i petali avranno ceduto colore e profumo, bisognerà toglierli, filtrare l’olio e mettere nuovi petali in fusione; si proseguirà così finché l’olio non avrà raggiunto l’intensità di profumo desiderata. 
Se invece si scelgono le essenze, il procedimento sarà ancora più semplice, ma un po’ più costoso: una volta scelto il mix di oli essenziali si dovranno miscelare goccia a goccia all’olio di base, fino a raggiungere la profumazione desiderata. 

Olio Extra Vergine Delicato

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