Festa Monini: Colori, suoni e sapori dell'Umbria

Block Header Festa

“Eravamo 2mondi, ora siamo il mondo intero”

Terre d'Umbria
22 Giugno 2017

“Eravamo 2mondi, ora siamo il mondo intero”




Roberto Bolle e Riccardo Muti per la prima volta al Festival di Spoleto che anche quest’anno ospiterà produzioni eccellenti provenienti da ogni angolo del pianeta.

Era il giugno del 1958 quando per la prima volta, Spoleto, la piccola e preziosa città del centro Italia, aprì le sue porte e gli occhi di tutti sulle esperienze culturali e artistiche più innovative sulle due sponde dell’Atlantico. Grazie alla felice intuizione del Maestro Menotti, nasceva allora il Festival dei 2Mondi che da subito si è affermato come una delle più significative ed entusiasmanti kermesse di arti performative a livello internazionale e oggi, alla sua 60a edizione, continua a “fare cultura” ad altissimo livello con un respiro ancor più ampio, sempre più globale, confermandosi evento di punta nel panorama mondiale.

Indimenticabili l’Orlando Furioso di Ronconi, la Raymonda di Nureyev, le sculture di Calder allestite lungo le strade della città medievale, i concerti di Piazza Duomo che nel corso degli anni hanno visto succedersi sul podio i più grandi direttori, le presenze eccellenti di artisti ed intellettuali che hanno fatto la storia del ‘900: da Ezra Pound a Tennesse Williams, da Luchino Visconti a Eduardo De Filippo, da Roman Polansky a Dario Fo, da Carla Fracci a Joaquin Cortes ai monaci Shaolin a Pavarotti … impossibile ricordarli tutti. E gli anni 2000 non sono stati da meno.

Anche in quest’edizione si confermano le presenze delle grandi regie che hanno accompagnato la direzione di Giorgio Ferrara, che quest’anno è al suo decimo anniversario. Bob Wilson, regista, coreografo, pittore, scultore, video artista, designer di suono e luci che a Spoleto 2017 dirigerà gli allievi dell’accademia di Arte drammatica di Roma nell’Hamletmachine di Heiner Müller. Emma Dante curerà la regia di “La scortecata”, una rivisitazione de “lo cunto de li cunti” di Basile. Eleonora Abbagnato, accompagnata dai ballerini dell’Opera di Parigi e di Roma, sarà Medea, in un tributo alla “divina” Callas che della tragica eroina fu indimenticabile interprete.

Tornano anche Roberto Saviano con la “paranza dei bambini” e Paolo Mieli che condurrà un laboratorio di idee e confronti sul tema: “Spoleto città ideale”, dove storia e modernità, cultura e innovazione, tradizione e futuro convivono senza mai entrare in conflitto.

Si confermano anche le collaborazioni con le più prestigiose istituzioni artistiche italiane, ma anche internazionali come con il Festival Internacional de Musica di Cartagena o lo State Accademy Theatre of Russia. Ma, per la prima volta, è stato firmato non un semplice accordo per una rappresentazione, ma un protocollo d’intesa per scambi e coproduzioni con il Ministero della Cultura Cinese, un Paese verso cui tutto il mondo guarda e dove il Festival di Spoleto giunge fra i primi.
Primi frutti di quest’accordo sono lo spettacolo di Jackie Chan che coi suoi ballerini-atleti della compagnia di Pechino unisce elementi di Kung fu, balletto tradizionale cinese e danza moderna e una commedia di Dario Fo messa in scena dal regista cinese Meng Jinghui.

Teatro, danza, arte, musica, aperture internazionali, grandi eventi… e l’opera. Quest’anno, a conclusione della trilogia mozartiana, l’inaugurazione è affidata al Don Giovanni con la squadra di sempre: regia di Giorgio Ferrara, direzione dell’americano James Conlon, scenografie di Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo.

Per la danza, per la prima volta in cartellone a Spoleto, l’étoile della Scala di Milano, primo ballerino dell’American Ballet di New York, Roberto Bolle che in qualità non solo d’interprete, ma anche di direttore artistico si esibirà in piazza Duomo affiancato dai nomi più importanti del panorama tersicoreo internazionale.

E poi, l’attesissimo Maestro Riccardo Muti. Una grande della musica, che ha diretto le più prestigiose orchestre a livello mondiale, ricevuto innumerevoli riconoscimenti e ha portato il suo impegno civile di artista in numerosissimi Paesi e progetti. Anch’egli per la prima volta sul podio di Spoleto dirigerà il concerto di chiusura con la settima di Beethoven e intermezzi dalla Cavalleria Rusticana di Mascagni, dai Pagliacci di Leoncavallo e dalla Manon Lescaut di Puccini. L’esecuzione è affidata ai giovani strumentisti dell’orchestra Cherubini, da lui stesso fondata nel 2004 con l’intento di riunire i migliori talenti da tutti i conservatori italiani, tutti sotto i trent’anni, e formarli, come dichiara il Maestro “in un’esperienza che faccia capire loro il senso di diventare professori d’orchestra. Un mestiere che esige consapevolezza, allenamento, moralità e cultura priva di routine”.

Un chiaro esempio di come i grandi sappiano e vogliano puntare sui giovani, offrendo loro competenza, valori e strumenti per metterli in pratica. Dei giovani infatti è il futuro e a loro anche il Festival di Spoleto affida l’innovazione.

Ed è a una giovane, pur affermatissima compositrice, Silvia Colasanti, che il Festival ha commissionato un’importante opera: una riflessione sul tema del terremoto che ha colpito anche Spoleto. Ne è nato il concerto per il Centro Italia, il Requiem per soli, coro e orchestra che ha come titolo un verso di Dylan Thomas: Stringeranno nei pugni una cometa. Ci sono parti corali in latino e altre in italiano “in una dialettica sulla morte tra liturgia canonica e visione laica”. Anche il suono è affidato a strumenti tradizionali, ma anche a un bandoneon, strumento nato per la chiesa, ma così indissolubilmente legato alla musica del tango argentino, o a pietre di fiume “suonate”, battute o strofinate e mescolate al bisbiglio di una preghiera.

Un dualismo spesso presente nella poetica artistica come nella vita e nella società. Riproposto anche nel bel manifesto del festival firmato quest’anno da Anish Kapoor. Pieno vuoto, concavo convesso, aperture verso l’interno della materia e simultaneamente verso l’ambiente esterno. Nei vortici di quest’immagine pare trasferirsi l’energia propulsiva della danza, ma anche l’anima stessa di Spoleto, una città di 38.000 abitanti, dallo sguardo così ampio sul mondo.

E in questi 17 giorni di festival saranno 90 gli spettacoli, 174 le aperture di sipario. Un cartellone denso che lascia spazio anche alla musica pop di Fiorella Mannoia o alla Techno Music della Scripted Orchestra di Henrik Schwarz. Da un’opera lirica di nuova produzione come Delitto e Dovere di Alberto Colla a al thriller psicologico sugli abissi della creatività L’odore assordante del bianco di Stefano Massini. Dal teatro di Adriana Asti o l’originalissima performance di danza offerta da Monini: il brasiliano Grupo Corpo che fonde il balletto classico con la danza folk.

E poi ancora e ancora, in una città che è un teatro a cielo aperto, con mostre d’arte diffuse non solo nei palazzi, ma anche nelle vie e nelle piazze. E perfino con l’istallazione di Lune: sessanta globi luminosi, ad opera di Giancarlo Neri, che strategicamente posizionati su torri, campanili e tetti del borgo antico, attraggono fatalmente lo sguardo e il pensiero verso la loro luminosa molteplicità.

Sessanta lune per sessant’anni di storia di un festival che ha segnato la qualità della crescita artistica e culturale del nostro Paese. Una lunga storia che deve essere difesa e valorizzata da chi crede fortemente nell’efficacia e nel coraggio della cultura. Per questo, in casa Menotti, Monini ha raccolto i filmati d’epoca, le immagini digitalizzate e i memorabilia del Maestro rendendo la casa visitabile e aperta al pubblico. E poi ha promosso la rassegna “Musica da casa Menotti”, in cui giovani pianisti avranno il privilegio di suonare il pianoforte appartenuto al Maestro, su cui egli compose le sue opere. E infine, con il premio Monini “Una Finestra su due mondi” ogni anno si rivive il gesto tanto caro al Maestro che, affacciandosi sulla bella piazza medioevale riaffermava, se mai ce ne fosse stato bisogno, il dialogo vivo e vitale fra il Festival e il suo pubblico.

Giovedì, Giugno 29, 2017

Gli eventi e le manifestazioni golose

Giovedì, Giugno 22, 2017

Roberto Bolle e Riccardo Muti per la prima volta al Festival di Spoleto che anche quest’anno ospiterà produzioni...

Venerdì, Aprile 21, 2017

Vinci tanti buoni spesa della tua insegna preferita