Festa Monini: Colori, suoni e sapori dell'Umbria

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Un week end alle Marmore

Terre d'Umbria
07 Maggio 2013

Un week end alle Marmore




Una breve vacanza sportiva, ma rilassata; ideale per inaugurare la primavera. Una pedalata facile, facile intorno al lago di Piediluco in una natura splendida, fra paesini imperdibili e interessanti soste gastronomiche e un’emozionante visita notturna alla grande cascata

Sono impressionanti, spettacolari. Una marea d’acqua che cade scrosciante per 165 metri d’altezza: è il grande salto del Velino dalla rupe di Marmore. La cascata più alta d’Europa, imponente, fragorosa, emozionante… artificiale.
Sono stati i romani a crearla, nel 290 a. C., intervenendo con un’opera di sistemazione idraulica sul fiume Velino, in prossimità della rupe, perché le sue acque ricadessero nell’alveo del fiume Nera che scorre più sotto.
Ecco perché le cascate non sono continue, ma con un rilascio d’acqua a orari precisi. Per ammirare questa meraviglia è bene dunque informarsi sugli orari o seguire le visite guidate che conducono per i bellissimi sentieri del parco, passando di fianco, in mezzo, sopra e persino sotto a tutta quell'acqua che casca, nel momento migliore per apprezzarne la bellezza e la potenza.

 

La visita al Parco

Il parco è accessibile a tutti, i punti di riferimento principali sono un belvedere inferiore e uno superiore, entrambi raggiungibili facilmente dalla strada, ma naturalmente ci sono percorsi molto più suggestivi da farsi solo a piedi, fra la vegetazione: un primo sentiero s’inerpica da un belvedere all’altro, un secondo s’inoltra lungo un ponte in ferro, un altro ancora, ampio e pianeggiante, offre una bellissima veduta panoramica sulla Valnerina. La visita completa del Parco può durare dalle tre alle cinque ore e può prevedere anche una piacevole sosta nell’area pic-nic, oltre che una guida informata sugli aspetti botanici e naturalistici, piuttosto che storico-archeologici.
In particolari date, si organizzano anche visite speleologiche alle grotte o divertenti “fantapasseggiate” per bambini durante le quali un operatore travestito da “Gnefro”, il folletto delle Marmore, insieme al pastore Velino e alla ninfa Nera, conducono i bambini nelle aree naturalistiche più belle, affascinandoli col racconto delle antiche leggende.

 

Alle cascate di notte

Ma la visita più emozionante è forse quella notturna.
Nel buio e nel silenzio della notte, i sensi sono all’erta e percepiscono ampliata ogni sensazione. Nel parco, solo i rumori del bosco e dell’acqua che scorre, prima lontana, poi sempre più vicina. Si procede equipaggiati di frontalino luminoso e caschetto, seguendo la guida e il rumore dei propri passi. Dal belvedere inferiore, si scivolerà lungo i sentieri, tra le gole e le rapide del fiume Nera o a ridosso del salto, dove il rumore delle acque diventa fragoroso. È un’emozione davvero unica. Imperdibile.

 

Una pedalata facile e suggestiva

Dopo tanta notturna emozione, è bello godersi una mattina luminosa, en plein air. Perfetta quindi una biciclettata facile, non troppo lunga, pianeggiante, che ci porta a girovagare in tranquillità intorno al lago di Piediluco, fra una splendida natura incontaminata, suggestivi panorami e paesini imperdibili.
L’itinerario, proposto da bikeinumbria, parte dal Parco i Campacci, a Marmore, proprio vicino al belvedere sulle Cascate e segue a sinistra in direzione di Piediluco, pedalando in pianura lungo il corso del Velino. Seguendo le indicazioni per Piediluco, si raggiunge dopo pochi chilometri il pittoresco centro che dà nome al Lago perché si stende su quello stretto lembo di terra che corre tra il lago ed il monte.

 

Piediluco

Il paese è piccolo, molto antico (scavi archeologici hanno mostrato resti risalenti alla tarda età del bronzo), dominato dalla collina, da una Rocca del XI secolo ormai in rovina, che fu in passato molto contesa per la sua posizione strategica.
Per secoli è stato un villaggio di pescatori, ma oggi vive soprattutto di turismo. Con le sue casette colorate rappresenta un ottimo punto di sosta per apprezzare lo scenario, quasi surreale di questo suggestivo lago immobile, dalla forma irregolare, incorniciato dal verde delle leccete sulle colline. L’acqua è fredda, ferma, quieta. Il paesaggio infonde serenità e meraviglia.
Dietro al lago, una montagna a forma di largo cono, si chiama Eco perché è in grado di rimandare un intero endecasillabo in maniera perfetta.

 

Intorno al lago

Dopo la sosta, il percorso prosegue in direzione di Rieti e poi verso Colli sul Velino. Qualche piccolo dislivello e dopo circa un chilometro si seguono le indicazioni per Lago di Ventina. La strada è bella, circondata dal verde e ci riporta verso la parte opposta del lago.
Da lì, andando verso Terni, ci si ricongiunge velocemente alla strada dell’andata e in tre chilometri si torna al punto di partenza.
L’itinerario è breve: tutto l’anello descritto è di circa venti chilometri, quindi fattibile anche da chi non è allenato. Ma chi volesse allungare un poco il percorso potrà approfittarne per visitare altri interessanti località della zona.

 

La natura intorno al Lago

Non distante dal lago, inserita nella Riserva Naturale dei Laghi Lungo e Ripasottile si trova la Sorgente di Santa Susanna, una delle più grandi d’Europa. E, nei pressi della sorgente, è visitabile un giardino botanico con bei sentieri che conducono a un vecchio mulino.
Peraltro, l’ecosistema dei laghi Lungo e Ripasottile (che un tempo con Piediluco formavano l’antico Lacus Velinus), caratterizzato da un dedalo di corsi d’acqua, canali, paludi e specchi d’acqua secondari costituisce un perfetto esempio di zona umida appenninica e rappresenta eccezionali motivi di interesse naturalistico per l’avifauna che lo popola.
E ancora, a pochi chilometri da Piediluco c’è Villalago, una dimora storica ottocentesca che col suo parco visitabile offre una straordinaria vista dall'alto sul lago.

Per gli amanti dell’arte e della storia

Per gli appassionati di cinema può essere curioso dare un’occhiata agli studios cinematografici di Papigno, dove, tra gli altri, sono stati girati “La Vita è Bella” e “Pinocchio”. Ma nei dintorni delle Marmore, c’è anche molta storia, a cominciare dai castelli di poggio. Per esempio quello di Arrone, eretto nel IX sec. Intorno al castello si formò il primo nucleo di un borgo medievale perfettamente conservato e assolutamente da visitare per la sua bella struttura e per il valore architettonico dei suoi edifici: il campanile civico, la torre “degli olivi”, la trecentesca chiesa di San Giovanni Battista, la collegiata cinquecentesca di Santa Maria Assunta e l’ex convento di San Francesco.
Un altro bel castello è nella frazione Casteldilago, sorto su uno sperone roccioso a ridosso di un lago scomparso. Qui, da visitare oltre alla chiesa di San Valentino e quella di San Nicola (con affreschi dello Spagna), è il santuario della Madonna dello Scoglio, eretto nel XVI sec. sotto un costone a strapiombo.

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