Festa Monini: Colori, suoni e sapori dell'Umbria

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Todi, piccola città solitaria

Terre d'Umbria
08 Marzo 2013

Todi, piccola città solitaria




Il libero comune medioevale, la città spirituale di Jacopone, oggi è considerata una città fra le più vivibili al mondo.

Narra la leggenda che mentre un gruppo di Veii umbri, una popolazione italica che viveva lungo il Tevere, pranzava, un'aquila carpì il drappo rosso sul quale consumavano la cena e lo portò in cima al monte. Il loro capo, Tudero, interpretò questo fatto come un segno del destino che indicava loro il luogo dove fondare la nuova città. Sono passati i millenni, ma quell'aquila avvolta dal drappo rosso è ancora oggi simbolo della città di Todi.

 

Un'origine antica

Vera o meno che sia la leggenda, l'origine di Todi si perde nel tempo. Sicuramente fu città etrusca e, secondo alcuni, il nome Todi deriva proprio da una parola etrusca “tutere”, cioè confine, e indicherebbe quindi la sua posizione di frontiera, elevata, a dominio della valle del Tevere. Per molto tempo, infatti, fu terreno di scontro fra Etruschi e Romani. Divenuta poi Municipio di Roma, la città si ingrandì con una seconda cinta muraria, esterna all'antica cerchia etrusca e si arricchì di un anfiteatro, di Terme e templi agli Dei. Di epoca romana sono anche una domus imperiale riscoperta in un cortiletto dietro al Duomo e i “Nicchioni” che dominano la Pzza del Mercato, forse i resti di un tempio dedicato a Marte, il dio cui era intitolata la città. Infine le imponenti Cisterne Romane, scoperte recentemente sotto la Piazza del Popolo, l’unica parte visitabile di un vastissimo complesso idraulico sotterraneo del I sec. a. C., raro esempio di ingegneria idraulica romana.

 

Piccola città solitaria

Ma il fascino di Todi sta innanzitutto nel suo essere un'incorrotta città medioevale, un poco discosta dalle più importanti vie di comunicazione e perfettamente inserita nell'ambiente, in uno straordinario e armonico rapporto tra natura e insediamento urbano. Ben difesa dalla sua posizione e dalle sue mura, Todi è in parte risparmiata dalle invasioni barbariche, ma è solo dopo l'anno 1000 che riprende ad espandersi e a prosperare; è come libero comune che vede il massimo del suo sviluppo urbano, commerciale e culturale; ed è questo il tratto ancor oggi così vivo della sua identità e della sua storia.

 

Il cuore medioevale

La piazza del Popolo, nella posizione più elevata della città, alla convergenza dei quattro borghi medioevali e perfettamente pianeggiante in un contesto urbano di rapide salite e discese, è una delle più belle piazze d'Italia ed emana da ogni pietra il suo spirito medioevale. Sul suo invaso rettangolare si affacciano i palazzi dei poteri del libero comune e la cattedrale. Gli edifici del governo cittadino Sul Palazzo dei Priori, di fondazione gotica, ma poi ampliato con due ordini di finestre rinascimentali, spicca l'Aquila tuderte. Fu sede del Podestà, poi dei Priori, poi dei governatori pontifici e oggi è della Pretura della Repubblica. Sul lato adiacente, il Palazzo del Popolo, edificato nei primi decenni del '200 in stile lombardo, è tra i più antichi palazzi pubblici italiani. Accanto, il Palazzo del Capitano, dall'armoniosa facciata gotica con le belle trifore e il porticato, è collegato al primo da un'ampia scala che unifica i due palazzi dove hanno sede la Sala dell’Arengo, che ospitava l’assemblea cittadina e l’attuale Sala del Consiglio, un tempo Aula di Giustizia.

La cultura e la storia

In questi bei palazzi oggi sono ospitati anche i musei cittadini e la pinacoteca. Uno spazio museale tra i più importanti dell’Umbria composto da diverse sezioni: dal “Museo della città” che ripercorre la storia di Todi dai suoi albori fino al Risorgimento alla collezione archeologica, con oggetti e terrecotte di epoche diverse provenienti da scavi in territorio comunale. Dalla sezione numismatica a quella dei tessuti antichi con paramenti sacri e rari manufatti in seta. Dal museo della ceramica che espone le sue collezioni nella bella sala affrescata con le storie e le leggende di Todi, alla pinacoteca, che custodisce fra le altre le opere dello Spagna, famoso allievo del Perugino.

 

Duomo della Santissima Annunziata

Di fronte ai luoghi del potere comunale, al lato opposto della piazza, sta la cattedrale la cui costruzione, precedente rispetto a quella dei palazzi pubblici, fu intrapresa dai maestri comacini sulle rovine di un antico tempio pagano. Sulla facciata duecentesca spicca un magnifico rosone rinascimentale e un bellissimo portone di legno scolpito. L'interno racchiude tanti tesori che si snodano lungo l'arco di diversi secoli: dalla bella abside romanica al campanile duecentesco; dal crocifisso dipinto su tavola, splendido esempio della scuola umbra del XIII secolo, al coro ligneo intagliato e intarsiato del '500; dalla fonte battesimale del '500 al crocifisso ligneo settecentesco. E nella cripta dalle trecentesche volte a crociera, tre splendide sculture provenienti dalla facciata originaria.

 

Una grande spiritualità

Il Duomo non è certo l'unica, né la più importante manifestazione architettonica della forte spiritualità che caratterizza Todi e l'intera regione. Sono tante le belle chiese di Todi che meritano la visita e sicuramente la menzione. In S. Francesco al Borgo, la chiesa annessa al monastero delle Clarisse, è custodito un grandioso affresco del Purgatorio opera di un artista trecentesco noto come il Maestro del Purgatorio di Todi. Poco più avanti, nel borgo nuovo sorge la chiesa della SS Annunziata col monastero delle monache servite. Mentre la Chiesa dei SS. Filippo e Giacomo è considerata una delle più antiche di Todi ed era originariamente la sede della Confraternita dei Sarti. S. Maria in Camuccia è una chiesa molto particolare, su due piani, fondata nell'alto medioevo (VII / VIII sec.) e rifatta nel XIII. Chi, poi, vorrà apprezzare insieme all'armonia dell'opera dell'uomo, anche quella dello stupendo panorama sulla Valle del Tevere, non potrà trascurare una visita al chiostro delle Lucrezie, nell'omonimo monastero che fu un tempo delle terziarie francescane .

 

Il rinascimento

Le chiese di Borgo Ulpiano portano quasi tutte i segni del rinnovamento culturale del rinascimento. La chiesa intitolata a S.Filippo Benzi è del '400 e fu ampliata nel secolo successivo; S.Nicolò, che la fronteggia, è anch'essa del '400 e contiene opere e affreschi secenteschi. Fra tutte spicca Santa Maria della Consolazione, all'estremità sud occidentale delle mura medioevali, un maestoso tempio rinascimentale a pianta centrale a croce greca, attribuita al Bramante. La sua costruzione continuò per quasi tutto il XVI sec. L'interno è spazioso con grandi finestre che illuminano gli altari barocchi. L'impianto architettonico , interessantissimo: quattro absidi, ognuno con due ordini di pilastri e capitelli corinzi. Sopra di essi una calotta con una terrazza e quattro aquile e, sopra tutto, il tamburo e la cupola.

 

La città di Jacopone

Todi è anche la città di Jacopone, mistico frate penitente, autore di molte laude. Seguace “puro” del poverello d'Assisi. Colto ed estremo. Spirituale e passionale insieme. Fiero oppositore di Bonifacio VIII. Nacque proprio qui all'inizio del '200. Uno fra i padri fondatori della nostra letteratura. Fu apprezzato da Dante e scrisse versi di estrema bellezza che conobbero grande popolarità, ma la sua figura fu controversa: mistico o eretico? Santo o giullare? Certo, per Todi, il cittadino più eccellente. Le sue spoglie sono accolte nella cripta della chiesa di S. Fortunato. Il magnifico tempio “incompiuto”, costruito dai frati minori francescani a partire dalla fine del 1200 e terminato soltanto alla metà del XV secolo. Sul suo campanile, prima di lasciare la città, conviene salire per salutare Todi con uno sguardo che tutta la abbraccia insieme alla valle di cui è signora.

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