Festa Monini: Colori, suoni e sapori dell'Umbria

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In viaggio nel tempo

Terre d'Umbria
01 Agosto 2013

In viaggio nel tempo




Le innumerevoli manifestazioni e gli eventi che, in Umbria, nell’arco di pochi kilometri fanno rivivere le atmosfere e le emozioni di secoli di storia.

Le chiamano rievocazioni storiche, ma forse la definizione non è adeguata. Tutte le città hanno una storia e molte han o anche visto nel loro passato un periodo di grande splendore, ma qui in Umbria è diverso.
Qui ogni borgo, anzi ogni abitante è orgoglioso della sua storia e non la vive come un fatto del passato. Qui l’eredità celtica, il rigore ascetico dell’alto medioevo, lo splendore del Rinascimento, la rivalità fra papa e imperatore, fra borghi o fra rioni sono ancora tutti vivi nella consapevolezza, nella cultura e nei gesti quotidiani di ogni umbro. E girovagando per l’Umbria, di borgo in borgo, si respira la storia come un eterno presente che rivitalizza gli animi e dà forza e coesione al futuro di ogni comunità.
Una strana alchimia di orgoglio e passione, di consapevolezza del proprio ruolo nella storia e di voglia di esserci e contare nel presente, ha fatto sì che in ogni angolo di questa piccola regione si immaginassero e realizzassero manifestazioni incredibilmente suggestive nutrite da un gran rigore storiografico e fervore creativo. Manifestazioni vivaci e partecipate che accolgono i turisti in un’atmosfera suggestiva che rende l’esperienza unica e indimenticabile.


Dalla Corsa dei Ceri o il Palio della balestra a Gubbio, alla Corsa dell’Anello a Narni, dalla Giostra della Quintana di Foligno al Mercato delle Gaite di Bevagna, la forza e la capacità di far rivivere origini e tradizioni sembra inesauribile. Ma è in particolare nei mesi estivi che tornei, disfide e i palii si susseguono un po’ ovunque.
Fin dai primissimi giorni d’agosto Castel Rigone ricorda la sua origine ostrogota con la Festa dei Barbari e la Giostra di Arrigo (Arrigo o Rigone pare fosse il nome del luogotenente di Totila che nel 543 d.C. fondò la città). La festa è tutta in costume gotico: duelli, musica antica, mercatini con oggetti evocativi del mondo barbaro, giochi e perfino un “menu barbaro” con cibi ispirati a quelli che si presume venissero consumati nell’accampamento ostrogoto. Ma non si tratta di un’invenzione turistica, “orde di barbari” passeggiano per i paese: sono gli uomini, le donne e i bambini del bel borgo vicino al Trasimeno, che scendono per le vie e ripropongono antiche scene di vita quotidiana, cimentandosi perfino in duelli improvvisati.


Più o meno negli stessi giorni anche Colfiorito organizza una festa molto particolare: il Montelago Celtic Festival, uno dei maggiori eventi di cultura celtica in Italia. Una “festa druidica” che richiama ogni anno oltre 20.000 persone nell’emozionante area dell’Altopiano di Colfiorito, un luogo potente dove storia e leggende si uniscono alla natura intatta e così fortemente evocativa dei monti Sibillini.
Un angolo di mondo affascinante per un festival che vuole emozionare. Al centro dell’altopiano troneggerà l’accampamento storico in cui prenderà vita un tradizionale villaggio celtico: decine di figuranti in costume, strutture in legno, fuochi, cucine da campo e tende per rappresentare alcuni momenti di vita quotidiana: dalla preparazione del cibo, dell’idromele, dell’ippocrasso o altre bevande di derivazione celtica alla manutenzione delle armi o all’esercizio degli arcieri e degli spadaccini. E gli ospiti che vorranno accamparsi qui potranno farlo purché muniti di tenda e costumi adeguati.
Il momento più suggestivo è senz’altro quello del passaggio fra il giorno e la notte quando si accendono i fuochi sacri. Ma i cultori di queste tradizioni avranno modo di divertirsi in ogni attimo: i giochi per i ragazzi saranno improntati ai tradizionali addestramenti per la battaglia, il mercatino celtico offrirà oggetti fantasy o d’ispirazione celtica; nella tenda Tolkien si terranno seminari dedicati alla letteratura fantasy e alle figure dell’immaginario celtico e alla sera una serie di imperdibili concerti intratterranno gli ospiti con musiche irlandesi folk o rock, coi suoni di vento dei flauti, i ritmi di infuocate percussioni e cornamuse, o la dolcezza di una tradizionale uillean pipe irlandese.


Infine il clou della manifestazione, la battaglia degli eserciti quando sull’ampio altopiano si scontreranno l’esercito romano e quello dei celti.
Di tutt’altro spirito l’Agosto in Medioevo a Rotecastello, la Corsa dei Bovi a Montefalco o il Palio della Mannaja a Pietralunga, quello dei Quartieri a Nocera Umbra o quello dei Terzieri a Città della Pieve.
A Rotecastello il tempo non sembra essere mai passato. Dal Medioevo a oggi sono rimaste quasi intatte la struttura e le case di questo piccolo gioiello, un paese incastonato nelle colline tra Marsciano e San Venanzo che per una settimana rivive con una naturalezza altrove impensabile la sua rievocazione storica. Naturalmente tutti gli abitanti sono impegnati: chi come figuranti nel corteo, chi come tamburino, danzatrice o cuoco medioevale (ottimi i menu e le cene per le vie del borgo), chi nella giullaria goliardica dei “Clerici Vagantes” e chi nelle varie disfide come il Palio delle Brocche, un gioco di donne, (finalmente) incredibilmente ripreso da un vecchio gioco delle donne di Rotecastello.


Il Palio della Mannaja, invece, è una sfida tra i borghi e i quartieri di Pietralunga. Consiste in una corsa indiavolata ed entusiasmante per le vie della città spingendo un biroccio (il mezzo con cui si trasportavano un tempo i condannati al patibolo) Il tutto avviene in ricordo di un episodio del 1334, quando un condannato ingiustamente a morte fu salvato dalla miracolosa intercessione del vescovo della città. Naturalmente, in occasione della ricorrenza, il paese si addobba a festa, si investono i capitani dei borghi e dei quartieri, si organizza la cena del palio e si riscoprono tradizioni culinarie e artigianali.


A Montefalco la festa dura quasi tutto il mese d’agosto. E qui le atmosfere sono quelle tipiche del primo Rinascimento, quando la città visse uno dei periodi di massimo splendore. Nei giorni centrali dedicati alla rievocazione, Montefalco si trasforma nella città ritratta da Benozzo Gozzoli, a metà del ‘400, nell’abside della Chiesa di San Francesco. Si inizia il 12 agosto con le gare dei tamburini e degli sbandieratori, la sera successiva i quartieri si esibiscono e sfidano in uno spettacolo teatrale su un tema unico (uguale per tutti i quartieri) che, nella splendida cornice della piazza rinascimentale, fa rivivere le magiche atmosfere di quel tempo per nulla lontano. Il giorno seguente sono previste le gare della balestra e della staffetta e infine, i quartieranti si sfidano nell’appassionante Corsa dei Bovi, oggi riproposta in chiave moderna e non cruenta.
Per tutto questo tempo, le quattro taverne della città, fregiate dei colori e delle insegne di ciascuno dei quartieri, animano i luoghi più coreografici all’interno delle mura sfidandosi sulla riscoperta di preparazioni e sapori: lo sformato alla S. Agostino, l’agnello tartufato, gli gnocchi de lu bove e la rocciata o la porcaccia di maiale…
Ma su tutte le ricette, le più intriganti e curiose saranno certo quelle del gustoso banchetto rinascimentale che inaugurerà la festa.


Il Palio dei Terzieri di Città della Pieve rievoca, in forma incruenta, le antiche "Caccie" senesi, una sorta di corride che ora si sono trasformate in prove d’abilità nel tiro con l’arco. I campioni, tre per ogni Terziere, hanno a disposizione tre frecce per ciascun tiratore. I bersagli sono tre sagome mobili in forma di toro chianino, montate su un'unica giostra; ogni toro di legno ha una fascia con i colori del rispettivo Terziere. Dal primo al terzo turno, la velocità della giostra aumenta e cogliere il bersaglio diventa ancora più difficile. Ma tutto questo sarebbe freddo e poco coinvolgente se non fosse accompagnato da un intenso programma di festeggiamenti: spettacoli teatrali, musiche, sbandieratori, botteghe artigiane e mercati d'epoca, spettacoli di strada, duelli rinascimentali con armi e costumi d'epoca, taverne aperte che preparano i migliacci, le minestre di pane o la carne alla brace cotta nel camino in muratura e su tutto il bellissimo corteo storico con oltre 800 personaggi: vessiliferi, armati, notabili, dame e cavalieri, popolani e mangiafuoco che percorre le strade del bellissimo borgo medioevale intrattenendo gli spettatori con giochi di prestigio ed abilità.

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