Festa Monini: Colori, suoni e sapori dell'Umbria

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Le strade dei vini

Sapori d'Umbria
09 Ottobre 2013

Le strade dei vini




La strada del Trasimeno, quella Etrusco Romana, la strada del Cantico e quella del Sagrantino… quattro strade che attraversano l’Umbria creando itinerari suggestivi alla scoperta dei preziosi vini e vitigni locali.

Al mite clima del Trasimeno, sui dolci pendii di Montefalco, fra i colli del perugino o sui Martani, tra le montagne e le valli dell’Orvietano o dell’Amerino… non c’è territorio in Umbria che non sia coperto da ampi vigneti che nel tempo della vendemmia si tingono di seducenti colori e profumi. I terreni argillosi e calcarei, le morbide colline che permettono un’ottima esposizione, la ricchezza delle acque nel sottosuolo e il mite clima dei laghi da sempre hanno favorito la coltivazione di ottimi vitigni autoctoni o d’importazione e la produzione di vini eccellenti. In queste terre la viticultura è una storia antica, risale agli Etruschi. E poi i Romani, e poi i frati benedettini… nei secoli, seppur con alterne vicende, la cultura del vino si è sempre mantenuta, anzi rinnovata. È la terra stessa che lo chiede, così ricca e così generosamente dotata di tutte le caratteristiche che rendono buono ogni suo frutto! E poi secoli di coltivazione, la storia, la cultura e la passione di esperti viticoltori hanno fatto il resto e oggi la piccola Umbria offre agli amanti del buon vino ben 11 Doc, cioè vini di qualità riconosciuta provenienti da piccole e circoscritte zone di produzione; e 2 Docg, il riconoscimento attribuito solo a quei Doc di grande notorietà internazionale come il Sagrantino di Montefalco e il Torgiano rosso riserva. Una produzione ricca ed eccellente che si raccoglie intorno a quattro aree enologiche, quattro strade dai bei nomi armonici ed evocativi come i loro superbi prodotti.

La strada dei Colli del Trasimeno, dal buon clima mitigato dal lago, ci conduce in un cammino, fra vigne coltivate ai margini di un bosco o di un uliveto, nei territori di Tuoro e Passignano, intorno a Castiglione del Lago, nel marchesato della Corgna o verso città della Pieve e Panicale, nelle terre del Perugino. Qui la Doc riconosciuta è proprio "Colli del Trasimeno" e i vitigni più pregiati e particolari sono il Gamay del Trasimeno, importato sembra nel medioevo, dal colore rosso, profumato, molto particolare e nettamente diverso da quello che si coltiva in Francia per il Beaujolais. Il Grechetto, invece, bianco, deve il suo nome all’aroma delicato che forse ricordava agli antichi i sapori e i profumi provenienti dal mediterraneo orientale. Ma, nonostante il nome, è un vitigno probabilmente autoctono, presente in tutta l’Umbria, con un acino chiaro e tondo e, in questa zona, con un grappolo corto, cilindrico e compatto.

La strada dei vini Etrusco Romana è la più antica terra da vino dell’Umbria. Si snoda tra Terni e Orvieto e tocca i territori di Amelia, Narni, Allerona, Alviano. Terre etrusche, poi Romane, attraversate dal Tevere che scorre tra colline di tufo, montagne boscose e verdi valli. È la patria di vini bianchi come l’Orvieto Classico, un bianco DOC con uve della zona ristretta della Valle del Paglia, o il Grechetto. Ma anche di rossi corposi come il Rosso d’Orvieto Doc, o l’elegante Lago di Corbara Doc o l’Amelia Doc, bianco, rosato o rosso.

La Strada dei Vini del Cantico attraversa un’area affascinante, pregna di una cultura secolare e al contempo di una natura viva, forte e generosa che circonda e abbraccia gli antichi borghi e i castelli disseminati lungo il cammino che da Perugia scende ad Assisi, fino a Spello e Cannara. Un’area enologica da cui provengono ben 5 Doc ( Assisi, Colli Perugini, Colli Martani, Torgiano e Todi) e una Docg, il Torgiano Rosso Riserva dal brillante color rosso rubino.

La strada del Sagrantino si snoda tutta intorno a Montefalco, Bevagna, Gualdo Cattaneo, Giano dell’Umbria e Castel Ritaldi. Un territorio verde e aperto, quasi completamente collinare, costellato di centri medievali di rara bellezza e armonia. Da qui, dai vigneti che si insinuano fin quasi dentro ai borghi, nascono il Montefalco doc che può essere rosso se prodotto con uve di Sangiovese e Sagrantino o bianco, da uve di Grechetto e Trebbiano, e il Sagrantino Docg, un rosso asciutto armonico prodotto dall’omonimo antico vitigno, probabilmente importato dai frati nell’alto medioevo che ne facevano uso solo durante le cerimonie religiose.

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