Festa Monini: Colori, suoni e sapori dell'Umbria

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Trekking di primavera

Terre d'Umbria
01 Aprile 2014

Trekking di primavera




Otto parchi. Ambienti naturali diversissimi, panorami stupendi e impareggiabili testimonianze storiche disseminate in un territorio unico al mondo, lungo sentieri adatti a ogni camminatore.

Da camminare, l’Umbria è bellissima. E la primavera è la stagione migliore.
Attraversare le belle e aperte vallate, i campi, le faggete e gli uliveti; inoltrarsi per le sterrate lungo le pendici di dolci colline o inerpicarsi per le mulattiere che costeggiano tratti boschivi di un verde folto e intenso; godere della vista di panorami impareggiabili che improvvisamente si aprono su un ampio orizzonte di monti e di valli lontane; sentire i profumi del bosco, percepire la presenza di camosci o altri animali selvatici… magari incontrarli; stupirsi di fronte alle affascinanti tracce delle civiltà passate: un antico borgo ancora intatto, un ponte romano, un castello medioevale… e poi ancora lasciarsi inondare i sensi del fresco sentore di un torrente che gorgoglia, del vento fra le foglie, del silenzio di un falco che volteggia alto nel cielo, dell’aria frizzante e pulita sul nostro viso. Tutto questo, in Umbria, è possibile, facile, alla portata di tutti.

Basta allontanarsi di poco dai centri abitati, attrezzati solo con buone scarpe da montagna e uno zainetto, e subito si incontrano le prime indicazioni per i sentieri che con un fitto e affascinante reticolo tracciano la geografia di una regione che non a caso è chiamata “il cuore verde d’Italia”.

I parchi umbri
Sono ben otto i parchi in Umbria, otto aree protette e ricche di una natura meravigliosa. Un’incredibile varietà di ecosistemi tutti legati l’uno all’altro, di specie animali e vegetali, una biodiversità straordinaria: laghi, fiumi, stagni, zone umide con centinaia di uccelli, pesci e invertebrati, e poi le formazioni boschive con la loro fauna e flora, i torrenti e le cascate, fino ai boschi di conifere di alta quota e perfino un’area vulcanologica a San Venanzo. E ognuno di questi parchi è innervato da bellissimi sentieri, itinerari sorprendenti che ci conducono passo dopo passo in un mondo che sembra fuori dal tempo eppure così presente e vivo. Lontano dalle angustie del quotidiano, dove ci si può sentire sereni, in pace col mondo e la natura. Rispettosi dei suoi tempi e dei suoi bisogni, che sono poi anche i nostri.

Non c’è che l’imbarazzo della scelta
Otto parchi, otto realtà di natura e civiltà, storia e cultura. Mille cose da scoprire. Mille sentieri da percorrere. Mille emozioni da vivere.
Il parco di Colfiorito, uno sterminato altopiano con al centro una palude di eccezionale valore, dichiarata patrimonio dell’umanità dalla Convenzione di Ramsar per il suo particolare ecosistema, la sua torbiera, la ricchezza dell’avifauna e la fitta vegetazione acquatica. Il Trasimeno, che comprende non solo il lago e le sue isole, ma anche le sue coste, i piccoli centri storici e i paesaggi ancora identici a quelli che ricordiamo nelle tavole dei grandi pittori del rinascimento.
Il Monte Cucco, il cuore dell’Appennino con il suo complesso e interessantissimo sistema ipogeo caratterizzato da fenomeni di carsismo, acque sotterranee e risorgive; ricco di fossili e boschi intatti.
Il Subasio, il monte di Assisi, mistico e intenso, domina la valle umbra con la sua altezza, la sua pietra rosa, il suo fitto e spirituale bosco che ispirò a Francesco il meraviglioso cantico delle creature.
La Valle del Nera, il parco delle acque, dei fiumi Velino e Nera, dei torrenti scroscianti e di romantici specchi d’acqua come il lago di Piediluco, della cascata delle Marmore e delle grandi centrali idroelettriche.
Il parco dei Monti Sibillini, uno scrigno di natura, tradizioni e leggende. Il parco della Sibilla, dominato dal Monte Vettore. Il parco dell’incredibile piana di Castelluccio, delle sue impareggiabili distese fiorite, dei fitti boschi abitati dal lupo, dall’aquila reale e dal falco pellegrino. Il parco di borghi, castelli e abbazie, popolato di ineguagliabili testimonianze di un medioevo ancora presente e vivo.
Il parco fluviale del Tevere il fiume grande della nostra storia. Una via d’acqua che attraversa l’Umbria, il colle di Todi, le Gole del Forello, le rocche orvietane e poi i laghi di Corbara e di Alviano, insostituibili rifugi per la fauna ornitologica stanziale e migratoria. Il parco del Monte Peglia e della Selva di Meana (S.T.I.N.A), aree naturali protette diverse fra loro, interessantissime ognuna sotto per i suo particolare patrimonio naturalistico ed ambientale, specie floreali rare, evidenti tracce di vulcanismo, importanti giacimenti paleontologici, preistorici e archeologici.

A ciascuno il suo sentiero
Ci sono percorsi per tutti i gusti e soprattutto per ogni età, abilità, preparazione atletica o esperienza escursionistica. Moltissimi sono i sentieri ben tracciati dal CAI Umbria (www.caiumbria.it) che si occupa della loro messa in sicurezza e manutenzione, della pubblicazione di carte e mappe e dell’organizzazione di gite ed escursioni suddivise per i diversi livelli di difficoltà: dal percorso Turistico (segnalati con T), adatto a tutti, su strada facile e senza eccessivi dislivelli e pendenze a quello Escursionistico (E), che richiede un poco di esperienza perché si svolge su sentieri, ma anche tracce su terreno impervio, anche se mai pericoloso, e può presentare passaggi su roccette o pendi più ripidi. Per più esperti ci sono poi sentieri (EE) con passaggi attrezzati o comunque difficili che richiedono esperienza e una certa preparazione fisica quando non l'uso della corda e dei dispositivi di sicurezza (EEA Escursionisti Esperti con Attrezzatura).

Dove informarsi
Ma senza arrischiarsi in percorsi troppo impervi, si potrà godere di una splendida avventura per tutta la famiglia seguendo i sentieri più semplici, “turistici”, ma non per questo meno affascinanti. Sono tantissime le strutture che organizzano gite ed escursioni guidate o che semplicemente possono dare un valido appoggio con indicazioni pratiche, mappe o altro. Per iniziare ad orientarsi consigliamo di visitare innanzitutto le sedi o i siti del Cai delle diverse città umbre e il sito della FIE, Federazione Italiana Escursionismo, che ha realizzato dei collegamenti con i sentieri europei preesistenti (www.fievalleumbratrekking.it e www.parchiattivi.it)

Il sentiero europeo
Inoltre tra i percorsi attrezzati spicca il sentiero europeo E1, un itinerario internazionale, un vero cammino di pace europeo che congiunge Capo Nord, in Scandinavia, a Capo Passero in Sicilia. L’Umbria ne è attraversata lungo tutto l’Appennino e la Val Nerina; attorno a questo percorso, importante anche per i suoi significati simbolici, le associazioni locali o i comuni hanno predisposto molti altri sentieri brevi per far conoscere, approfondire e valorizzare alcune splendide tipicità del territorio e delle sue peculiari caratteristiche non solo naturali, ma anche di storia e cultura.

Il fascino di un antico paese abbandonato
È il caso. per esempio, del facile itinerario che parte da Colleponte (m. 270 s.l.m.), un nucleo fortificato di origine medievale che insieme al borgo rurale di Macenano formava un antico castello, e arriva ad Umbriano (m. 385 s.l.m.), un antico castello di pendio di origine altomedioevale, da tempo completamente abbandonato che sembra risalire al periodo delle invasioni saracene. L’itinerario si snoda lungo un suggestivo tratto dell’antica strada della Valnerina ed è tutto percorribile in un’oretta scarsa. Chi vorrà, con delle piccole deviazioni, potrà anche raggiungere da Macenano l’Abbazia di San Pietro in Valle.

Intorno alla cascata delle Marmore
Un altro percorso per nulla impegnativo, ma ricco di emozioni è quello che parte dal Parco dei Campacci (m 377 s.l.m.), vicino al centro di Marmore. Dura poco più di un’ora e si snoda lungo il sentiero sulla rupe della Cascata, a destra del fiume Velino fino a raggiungere un grande terrazzo naturale sul Parco fluviale del Nera e qui, sui prati dell’antico pianoro che fu del Castello di Collestatte, tra grandi lecci e platani, ci si potrà ristorare in un’area attrezzata sia per il pic nic che per attività sportive. Riprendendo il cammino, ci si immerge nella bellezza di una vegetazione sorprendente attraversando un fitto bosco di lecci che scende in Valnerina fino ai ruderi del Mulino di Cocchi. Poi, seguendo il sentiero, si incontreranno reperti di archeologia industriale come un vecchio canale di adduzione della mola o i resti della condotta dismessa della ex centrale idroelettrica di Spoleto. Attraversato il Nera su un ponte in ferro, si tornerà nel “mondo urbanizzato”.

Il sentiero degli ulivi
Più lungo, ma percorribile a tappe, è il bel sentiero degli Ulivi. É parte del sentiero francescano, ed è stato ideato dalla sezione del CAI di Spoleto. Si snoda, di “castello in castello”, lungo il crinale di colline dominate dall’olivo; per la maggior parte intorno ai 500-600 metri di altitudine e con facili dislivelli. Lungo tutto il percorso si alternano momenti di interesse naturalistico a splendidi scorci panoramici. Molto interessante la sistemazione indro-geologica di tutto il territorio, resa possibile da una costante e alacre opera degli uomini che per secoli e secoli hanno lavorato questa terra realizzando terrazzamenti e lunettamenti e costruendo piccoli insediamenti urbani in posizioni un poco rilevate, i “castelli” appunto, che prima permettevano di sfuggire il progressivo impaludamento della pianura e poi di controllare e proteggere il territorio circostante .

D.O.P. Umbria

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