Festa Monini: Colori, suoni e sapori dell'Umbria

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Viaggio al centro della Terra

Terre d'Umbria
01 Aprile 2015

Viaggio al centro della Terra




Un’esperienza emozionante nelle viscere del monte Cucco. Tra stalattiti e stalagmiti, gallerie, labirinti e cunicoli si snodano i 30 chilometri di uno dei sistemi ipogei più importanti d’Europa.

Un vecchissimo acero di monte cresciuto accanto ad un “pertugio” nella montagna è stato per circa trecento anni l’ancoraggio naturale per la discesa al meraviglioso mondo sotterraneo che si apre nelle profonde cavità del monte Cucco. Quando si seccò, negli anni trenta del secolo scorso, fu sostituito da una scaletta ancorata alle pareti di un pozzo che per circa trenta metri sprofonda nelle viscere della terra fino a raggiungere un’inaspettata quanto spettacolare successione di grotte, gallerie, cunicoli e labirinti che si snodano per oltre trenta kilometri dentro la montagna.

Lì sotto non c’è cielo, non c’è sole, fa freddo, non ci sono né prati né fiori. Silenzio e buio. Ma la sensazione di essere a contatto strettissimo con la natura e la sua verità è fortissima. Penetrare nella terra e nei suoi segreti, percepirne l’odore forte e umido è quasi come inoltrarsi nel territorio misterioso del nostro inconscio.
Alla tenue luce delle torce, gli occhi si sforzano di decifrare le mille forme che i millenni hanno scolpito nelle rocce. Il lieve rumore di una goccia che ritmicamente e inesorabilmente cade, disegnando tremuli cerchi su un sorprendente specchio di acqua cristallina, riecheggia forte ed eloquente a ricordare come tutto questo sia stato creato proprio dalla sua inesorabile, eterna costanza.
Solo pietra e acqua. Ma un’incredibile vita. Una straordinaria bellezza. Una profondissima emozione.

Di fronte a queste impressionanti, talvolta iridescenti, architetture di pietra, cristalli e calcare, uno stupore incredulo e ammirato accomuna tutti i visitatori; dal primo esploratore che nel 1499 col nero fumo della sua torcia tracciò una data e un nome sulle pareti di pietra, agli escursionisti di oggi che, accompagnati da una guida, possono avventurarsi nella traversata completa del monte.

Anche i non esperti possono vivere questa bellissima esperienza. Buona parte della grotta, infatti, è stata attrezzata con ancoraggi removibili e corde statiche che consentono anche ai neofiti di inoltrarsi fra sale e cunicoli.
Le guide del Parco accompagnano i visitatori in tre diverse possibili “escursioni”: la “Traversata”, il percorso più lungo che con i suoi 800m di cammino sotterraneo -4 o 5 ore- conduce dall’ingresso principale, a 1.390 m slm, sul lato est del Monte Cucco, fino all’uscita sull’altro versante della montagna, a nord.
Il percorso “Avventura”, un po’ più impegnativo perché prevede anche l’utilizzo di imbragature, corde e materiale speleo, ma comunque adatto anche ai principianti purché ben equipaggiati. E il percorso “Scoperta”, più breve (2 o 3 ore) che conduce alle prime grotte, nella parte forse più spettacolare del tratto aperto ai turisti.

Dopo la discesa, il primo salone che si apre di fronte agli occhi increduli del visitatore è “la Cattedrale”, una grotta alta, uno spazio incredibile che si innalza nella montagna proprio come una maestosa cattedrale gotica. È un grande salone nel cuore della montagna, uno spazio ampio e imponente, tanto da aver ospitato persino concerti di musica antica, ensamble vocali e… ogni anno, l'11 luglio, nella ricorrenza di San Benedetto, il santo protettore degli speleologi, la Santa Messa!

Da qui seguono, in rapida successione, la Sala Margherita da cui si dipartono altri incredibili percorsi, e una serie di grotte dai nomi evocativi il Giardino di Pietra, la sala del Becco, la Sala delle Fontane… ognuna con la sua bellezza, ognuna con la sua meraviglia. E tutte raggiungibili anche dai meno esperti.
Una foresta di stalattiti e stalagmiti ritmano lo spazio e il cammino e talvolta, incontrandosi, si fondono formando le impressionanti colonne di pietra di una suggestiva navata sotterranea. Rocce iridescenti levigate dall’incessante colare dell’acqua che le smussa, le modella in morbide forme o in candide colate. Piccoli cristalli di sali minerali che brillano sulla pietra. Prodigiosi laghetti di acqua cristallina eternamente mossi da ipnotizzanti e delicati cerchi color smeraldo.

Ma la montagna custodisce ancora altri segreti. Dalla Sala Margherita si può risalire per una galleria che conduce ad un altro grande ambiente, abbastanza vicino alla superficie della terra, che è un “deposito” di ossa di antichi animali. Rinoceronti, orsi, stambecchi, cervi vissuti qui quando il clima della zona era molto più freddo dell’attuale, probabilmente durante l’ultimo periodo glaciale.
E sempre dalla Sala Margherita una diramazione, scoperta recentemente, porta alla serie di grotte più estese e profonde del monte. Un monte tutto percorso da fiumi, laghi profondi, labirinti di cunicoli e gallerie che fanno la gioia degli speleologi che qui possono verificare come si sviluppa tutto quel complesso quanto affascinante sistema delle rocce carsiche, del drenaggio dell’acqua e della formazione delle cavità naturali.
Sono tantissime le grotte cosiddette “minori”. Alcune caratterizzate da eccezionali cristallizzazioni dei fluidi termali; altre come la Grotta Bianca e la Grotta delle Fate, uniche nel loro genere, contengono grandi concrezioni a matrice batterica; altre ancora sono percorse da torrenti che riemergono alla superficie in limpide sorgenti. La Voragine Boccanera offre lo spettacolo impressionante di una immensa voragine che si sprofonda per oltre 100 m nell’abisso della terra. Mentre la Grotta Nascosta e le Grotte del Drago che probabilmente offrirono rifugio ai primi uomini e agli orsi ci portano a fantasticare sulle immagini di un mondo preistorico. Tutte ci coinvolgono in percorsi naturalistici o emozionali di una spettacolarità sorprendente.

Se, almeno una volta nella vita, avremo fatto l’esperienza di penetrare nel ventre della montagna, ne conserveremo per sempre una percezione netta, indimenticabile. Un’immersione nel cuore della terra e, forse, dei nostri sensi, delle nostre emozioni. Un momento di “sospensione” dal normale punto di vista. Prima di tornare… “a rivedere le stelle”.

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