Festa Monini: Colori, suoni e sapori dell'Umbria

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Il miele

Sapori d'Umbria
08 Giugno 2015

Il miele




Dal miele di sulla a quello di quercia. Nella prima regione d’Italia per produzioni biologiche, un prodotto tutto naturale.

Il miele, profumato e dolcissimo nutrimento caro agli dei. Al miele, come all’ape, gli antichi attribuivano un valore sacro e un’origine divina e allora, come oggi, lo usavano in cucina, ma anche nella cosmesi, nella preparazione di olii aromatici e profumi, e in medicina come antisettico, cicatrizzante, purgativo.

Curativo, purificante, altamente energetico… è l’unico dolcificante che non necessita di alcuna trasformazione per arrivare dalla natura alla nostra tavola.
Un piccolo prodigio compiuto delle piccole e operose api che non a caso sono considerate indicatori biologici della qualità dell'ambiente.
Le api, infatti, non possono vivere in un mondo inquinato e senza fiori e d’altro canto migliaia di specie vegetali sarebbero già estinte se non ci fossero le api. Quella fra i fiori e le api è dunque un’alleanza vitale, per loro, ma anche per noi umani. (Se non distruggiamo tutto, ovviamente).

E qui, in Umbria, nel cuore verde d’Italia, non è raro scorgere fra i campi o nei pressi dei casolari diverse arnie, prova della qualità dell’ambiente e promessa di tanto buon miele.

L’apicoltura qui è una attività molto antica: forme rudimentali furono praticate dagli antichi Umbri, e poi dagli Etruschi e dai Romani. Ma è nel medioevo che i laboriosi monaci affinarono quest’arte che si tramanda fino ai nostri giorni praticamente inalterata.

In questa piccola regione che vede la più alta concentrazione di prodotti biologici e D.O.P., di mieli se ne producono molte varietà proprio grazie alla diffusa presenza di api, al loro buono stato di salute e alla qualità e varietà dei fiori da cui gli attivissimi insetti traggono il prezioso nettare.
Il sapore, il colore, il profumo, la consistenza e anche le proprietà di ogni miele variano a seconda dei fiori visitati dalle api “bottinatrici”. Il più diffuso è senza dubbio il Millefiori, molto apprezzato dagli intenditori e ottimo per la prima colazione, è prodotto soprattutto nelle zone montane di Gubbio, Città di Castello, sui monti Sibillini e dell’Amerino.

Ma esistono tantissime varietà monofloreali.
Il più noto è sicuramente il miele di fiori d’acacia che fioriscono fra aprile e maggio: Un miele delicato, chiaro, limpidissimo e liquido perché, a differenza degli altri, non tende a cristallizzare se non dopo molti mesi. Un miele da tavola, ottimo per i bambini, ha anche proprietà curative, disintossicanti per il fegato e antinfiammatorie.

Un altro miele primaverile è quello che viene dai rossi fiori di sulla, anch’esso chiarissimo, quasi bianco, molto delicato e dall’aroma gradevole. È un ottimo tonico naturale, ha alte percentuali di potassio ed è quindi utile per contrastare la ritenzione dei liquidi.

Estivo, invece, il miele di girasole. È di color giallo vivo e ha il profumo intenso dei campi e porta in sé tutte le virtù del fiore da cui proviene. Ottimo rimedio contro la tosse e le infezioni delle prime vie respiratorie.
Di sapore forte e colore scuro è il miele di castagno. L’oroma è deciso, aromatico, pungente ed è leggermente amarognolo. Vanta un'azione depurativa del sangue. È ricco di sali minerali, soprattutto di ferro, ed è quindi adattissimo ai convalescenti, agli anemici e agli sportivi.

Il miele di tiglio ha un color d’ambra chiara e un sapore deciso e persistente; calma le tossi, gli stati di nervosismo e l’insonnia ed è più efficace della tisana.
E poi ancora il miele d’eucalipto dal sapore pungente, o quello di lupinella, delicato, gradevole e molto raro; o quello di ciliegio dal gusto fruttato e gentile.

O ancora il miele di melata che non proviene dal nettare dei fiori, ma da una sostanza zuccherina, una sorta di linfa presente sui fiori e sulle foglie. Molto diffuso, in Umbria, quello di quercia, dal sapore forte, di colore bruno tendente all’ebano.

Ce n’è per tutti i gusti e per tutti gli usi.
Oltre che nei tradizionali dolci umbri, dalla nociata alle castagnole, agli strufoli, il miele è ottimo in moltissime preparazioni anche sapide. Per apprezzarne le sfumature di gusto e aroma è ideale provarlo con i formaggi e, visto che dai pascoli incontaminati della conca di Norcia, della piana di Castelluccio, del Monte Cucco nelle zone del Gualdese ed Eugubino provengono ottimi latti anche ovini, perché non sperimentare qualche abbinamento con pecorini, ricotte, formaggelle e caciotte di latte vaccino e caprino. Potrebbe essere davvero un’esperienza gratificante, un’esplosione di genuinità.

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