Festa Monini: Colori, suoni e sapori dell'Umbria

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Nell'antico Regno delle acque

Terre d'Umbria
03 Ottobre 2014

Nell'antico Regno delle acque




Nel cuore del cuore verde d'Italia

Un itinerario nel cuore dell'Umbria meridionale ai confini con il Lazio. Raccolto in un triangolo irregolare con lati di circa 15-20 chilometri, troviamo un territorio ricco di testimonianze di storia, arte, cultura enogastronomica e ricchezze naturali che possono impegnare un intero week end di piacevoli scoperte.

Ai cui vertici troviamo Amelia, Narni e San Gemini. Un percorso per due giornate intense, ricche di panorami, cultura e sapori.
Uscendo da Orvieto, in direzione sud, ci si dirige verso Amelia. Il paesaggio collinare dell'Amerino, dolce e luminoso offre un armonioso susseguirsi di verde in tutte le sue tonalità. Il “foliage” autunnale vale come quello del più decantato bosco anglosassone. E quando le latifoglie lasciano campo ai rami legnosi, questi sono punteggiati dalle rosse bacche del corbezzolo e delle sorbe.

Amelia, su un poggio a 400 metri sul livello del mare, storico borgo umbro tra i più interessanti, è protetta da una cinta muraria di epoca romana, in blocchi di calcare incastrati perfettamente tra loro, a secco. C'è un unico ingresso: Porta Romana e il paese è tutto un saliscendi tra botteghe di alimentari tipici, rigattieri e artigiani. Miele, marmellate, salse artigianali, formaggi e salumi locali, rigorosamente biologici, oltre a vino e tartufi sono le offerte da non perdere.

Nel paese Medioevo e Rinascimento si alternano armoniosamente. Dopo la Loggia del Banditore in Piazza Marconi si trova la Torre Civica del 1000, oggi campanile, curiosa costruzione a dodici lati che rivelano l'originale funzione di orologio solare.
Da Via della Repubblica si arriva alla Piazza Vera, dove sorge il Palazzo Boccarini che ospita il Museo Archeologico con reperti romani e altomedievali. Interessante una statua in bronzo del condottiero Germanico del I secolo d.C. rinvenuta negli anni '60.

I palazzi rinascimentali, barocchi, testimoniano l'importanza di Amelia tra il Cinquecento e il Settecento, per la sua vicinanza con lo Stato Pontificio. Palazzo Farrattini e Palazzo Petrignani racchiudono saloni affrescati con i cicli dei lavori agricoli dall'aratura alla vendemmia e il passaggio dei simboli astrologici.

Imperdibili le CISTERNE ROMANE sotto piazza Matteotti. L'Amelia ipogea è una visita suggestiva a dieci locali ben conservati che costituivano l'antico complesso idrico. Ci si può rivolgere all'Associazione I Poligonali (www.Ameliasotterranea.it) per visite guidate. Queste imponenti sale risalgono al I° secolo a.C. Costruite sotto la Via Amerina, una delle nove vie militari dell'Etruria, servirono ai Romani per raccogliere e conservare l'acqua, sorgiva e pluviale, usata per i bagni termali, l'uso domestico o ornamentale delle fontane pubbliche e sono state in uso fino al 1945.
Nella piazza è visibile una vera da pozzo romana di bella fattura. Altre sono all'interno dei cortili delle case nobiliari.

Proseguendo lungo il lato sud del nostro ipotetico triangolo, si arriva a NARNI, con una vista spettacolare da uno sperone sulla gola del fiume Nera che ha scavato gole e forre e che presso Stifone di colora di un intenso colore azzurro.

Splendido borgo medievale, di grande importanza strategica per la sua posizione sulle gole del Nera già in epoca preromana, Narni è nota anche per la Festa della Corsa dell'Anello, fine aprile, primi di maggio. Una rievocazione storica in costume che ogni anno propone i rutilanti colori di bandiere e costumi durante la quale cavalieri al galoppo devono infilare con un'asta una serie di anelli sempre più piccoli.

Come in tutte le cittadine di quest'area, anche qui si sale o si scende. In alto si erge la ROCCA ALBORNOZ costruita nel basso medioevo (1367) è un'antica fortezza papale al cui interno è stato allestito il primo Parco Tematico medievale dell'Umbria, con un villaggio trecentesco e dove è possibile assistere a spettacoli di sbandieratori , concerti di musica antica, danze in costume, gare di tiro con l'arco, spettacoli teatrali “boccacceschi”.

In basso ci si inoltra nei sotterranei di epoca romana, sfruttati poi dall'Inquisizione che occupò una famigerata STANZA DEL TRIBUNALE DELL'INQUISIZIONE, sotto il convento di San Domenico.

Narni è definita anche “città delle Porte”: Porta delle Arvolte, incorniciata da due torrioni con feritoie e bocche di fuoco; Porta Pietra, medioevale, con panoramico sguardo sulla gola del Nera; Porta del Votano, medievale su preesistenti rovine romane; Porta della Fiera dove erano acquartierati prima i soldati, poi i gabellieri e le guardie civiche.

Uscendo da Narni verso il fiume Nera ci si trova di fronte al Ponte di Augusto, residuo del ponte romano in travertino del I° secolo a.C. lungo 160 mt. che univa i monti Corviano e Santa Croce e immortalato in un famoso dipinto di De Pisis.

Proseguendo lungo la Statale 3, un tempo tratto della Via Flaminia, dopo una decina di chilometri si arriva a San Gemini, nota fin dall'antichità per le sue sorgenti di acqua dalle riconosciute doti terapeutiche, ancor oggi considerata acqua ideale per bambini e convalescenti.

 

Altro antico borgo medievale, San Gemini offre alla visita una Porta Romana del Settecento che si apre sulla piazza San Francesco con una chiesa del 1200 in stile gotico con copertura a spiovente e arcate a sesto acuto.

Il Palazzo Pretorio o del Capitano del popolo con l'annessa Torre Esperia e l'adiacente Porta Burgi che introduce all'antico borgo sono da considerare parte integrante della visita.

Qui la Giostra dell'Arme, a cavallo tra settembre e ottobre, è un'occasione per immergersi in un'atmosfera medievale con l'apertura di botteghe, taverne e mostre tematiche.

Da non perdere per i visitatori più giovani una visita al Geolab Museo Laboratorio di Scienze della Terra, uno spazio espositivo permanente dedicato alla divulgazione scientifica dell'evoluzione della nostra Terra.

Proseguendo sempre lungo la Via Flaminia verso nord, si arriva in breve a Carsulae, dove rimangono molte testimonianze di un abitato romano, distrutto poi dai Goti nel VI secolo d.C.. È un museo archeologico 'all'aperto' con una zona per foro, resti di una basilica e due templi gemelli, un teatro, un anfiteatro.
È uno dei siti archeologici più importanti dell'Umbria, ancora in fase di scavo.

Una gastronomia d’eccellenza

I buongustai definiscono l'Umbria il regno felice dello spiedo, della griglia e del forno. Come in tutta l' Umbria anche in questa zona si troveranno eccellenti prodotti biologici. Nella stagione giusta saranno selvaggina e tartufi i piatti più interessanti. Cinghiale con polenta, palombacci all'Amerina , cotti allo spiedo con una marinata di vino rosso, olive nere snocciolate, capperi, salvia, scorza di limone. L'olio viene aggiunto a fine cottura.

Frittate al tartufo nero o agli asparagi, altro tipico prodotto locale; la Bandiera: rosso pomodoro, bianco cipolla e verde peperone, in una variante locale della peperonata; pizze bianche, pane alle noci, ciriole (spaghettoni simili ai pici toscani) serviti con olio aglio e peperoncino, sono un'ottima alternativa per chi non ama la selvaggina.

Non c'è sbocco sul mare ma anche il pesce è ben presente nella cucina umbra, i carbonaretti, persici di lago , arrostiti, bruciacchiati, sulla brace, spellati e cosparsi con olio crudo. Trotelle di fiume pescate anche alle fonti del Clitunno cantate dal poeta Carducci, Regina in porchetta: carpe con lardo, finocchietto e rosmarino; lucci, anguille, lasche.
E quando si trovano, gamberi dal fiume Nera, serviti con olio, poco aceto o limone, mentuccia, sale e pepe.

Altra voce importante delle risorse agricole dell'Umbria è il tartufo. In queste zone si trovano ben cinque delle sei varietà eduli riconosciute in Italia. Il nero pregiato umbro assimilato a quello del Pèrigord, viene esportato in Francia quando la loro produzione locale è carente! I tartufi meno pregiati vengono proposti avvolti in pancetta chiusi in carta paglia e cotti sotto la cenere, da non perdere.

Parliamo di vino Siamo in un territorio collinare considerato una delle più antiche terre da vino dell'Umbria, la Strada dei vini etrusco Romani. Il suolo, calcareo, bianco, duro, è l'habitat ideale per la vite a bacca rosso dei profumati DOC e IGT Umbria, del Ciliegiolo.
I rossi Amerini uniscono le caratteristiche migliori di Sangiovese, Merlot, Montepulciano, Cannaiolo, Ciliegiolo e Barbera.
Ma anche i vini bianchi e i rosati sono di ottima qualità. L'approvazione della Denominazione DOC nel 1989 ha decisamente stimolato il miglioramento qualitativo locale con validi risultati. Tra gli altri la Malvasia e il Rosso Superiore.

Il Ciliegiolo di Narni merita un'attenzione particolare. Vitigno antico, se ne ha documentazione dal 1200, usato quasi sempre come vino da taglio per migliorare la gradazione alcolica di altri vini, è stato riscoperto e affinato come eccellenza locale.

E poi l’olio, dalle tradizioni millenarie. Verde, denso, conferisce al cibo un retrogusto fruttato e sapido. Splendido sulla bruschetta con cubetti di pomodoro fresco.

E poi la specialità caratteristica di Amelia. I fichi. Frutto spontaneo, raccolto da fine agosto a fine settembre, viene lasciato asciugare al sole su graticci, poi aperto a metà e farcito con un composto di mandorle, scorze di arancia candite o noci, tritati. Vengono poi chiusi e pressati per conferire una tipica forma circolare.

Che cosa assaggiare

La cucina locale è ricchissima di specialità da non perdere. Oltre a quelle già citate ricordiamo i grandi primi: pappardelle, gnocchi di patate, lasagnette strascinate, conditi con ragu d'agnello, di cinghiale, di anatra, con funghi, tartufi, asparagi, o un condimento precursore della 'carbonara', con uova e guanciale.

Le zuppe di cereali e legumi, farro, cicerchie, fave infrante nel pane nero, la scafata o barbozzo (fave e bietole stufate con olio). Il pane con noci e pecorino. Il bocconcello, filo di pane al formaggio.

Tra i secondi, oltre alla cacciagione, la porchetta, diversa dalle sorelle toscane e laziali, per la presenza del finocchietto selvatico.

I dolci tipici hanno tradizioni antiche, il Brustengolo polentina di mais, uvetta, pinoli, noci, nocciole e pezzetti di mela cotta in forno. La ciambella Ciaramicola. I biscotti al mosto. La pizza dolce.
E per finire il Visciolato, rosolio tipico della valle di Narni.

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