Festa Monini: Colori, suoni e sapori dell'Umbria

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La via verde più bella d’Italia

Terre d'Umbria
25 Marzo 2016

La via verde più bella d’Italia




Primo premio dell’Italian green road award per la ciclovia Assisi-Spoleto-Norcia

Non è la via verde più lunga, la Dolomiti-Venezia è di ben 191 km. Non è la più nota, primato che forse spetta alla Liguria con la sua cycling riviera che per un tratto segue il percorso della celebre Milano-Sanremo. Né la più antica: la via francigena, che pure attraversa l’Umbria, da oltre un millennio conduce da Cambridge fino a Roma.
Ma la giuria della prima edizione dell’Italian Green Road Award l’ha giudicata la “vincitrice assoluta nella competizione fra i percorsi ciclabili più suggestivi e all'avanguardia del panorama nazionale” perché “consente di scoprire la valle umbra, valorizzando aree meno conosciute, ma con enormi potenzialità per il cicloturismo”.

Assisi - Spoleto - Norcia: 102 km di percorso ciclabile che nel primo tratto (51 km) sfiora paesini incantevoli e piccoli borghi collinari sulla Flaminia come Campello sul Clitunno, Castel Ritaldi, Trevi, Foligno e Spello e nel tratto successivo da Spoleto a Norcia, “realizzato grazie a importanti recuperi infrastrutturali, consente di vedere luoghi di culto, siti storici, paesaggi incontaminati, argini fluviali” fino a raggiungere Norcia, nel cuore della Valnerina, una delle valli più particolari e suggestive d’Italia.

La bicicletta è un modo di vivere e di sentire il viaggio che non ha pari. Permette di sentirsi parte del paesaggio, di recuperare la misura del tempo e dello spazio, ma anche di socializzare, di fermarsi per godere di un panorama struggente, per visitare un borgo o una pieve, per gustare una prelibatezza locale o per rilassarsi su un prato, sulla riva di un fiume o di fronte a uno scenario mozzafiato.
E di occasioni come queste la Assisi-Spoleto-Norcia ne offre moltissime.

La prima tappa di 51 km è tutta pianeggiante, un percorso facile, adatto a tutti, con un fondo stradale per alcuni tratti asfaltato e durante il percorso sono possibili molte piacevoli soste in alcuni dei borghi più belli d’Italia che meritano sicuramente una visita per la loro semplice, ma saporita gastronomia, i loro tesori d’arte e di storia e per l’atmosfera che si respira, come sospesa nel tempo fra vicoletti medioevali ed eleganti palazzi racchiusi fra possenti mura. Uscendo da Assisi, lungo la via Cantico delle creature si arriva a Rivotorto e superato il ponte sulla statale si prosegue fino al Topino, seguendo il percorso del fiume si attraversa Cannara, l’antico piccolo comune un tempo conteso fra Assisi e Perugia, che come tanti borghi umbri mantiene ancora vive le sue tradizioni con feste popolari fra il religioso e il profano come la rinchinata, l’infiorata o i focaracci e che è nota ai buongustai per la sua famosa cipolla I.G.P.

Quando, dopo Cannara, il Topino si biforca nel Timia, la ciclabile segue il percorso di quest’ultimo e si inoltra nella serenità della campagna umbra popolata dalle argentee chiome degli olivi e dagli ordinati filari del sagrantino, fino a lambire Bevagna. E qui una sosta è di rigore.

L’antica romana “Mevania”, da secoli ormai protetta da possenti mura medioevali, mantiene ancora intatto il fascino della sua inalterata struttura urbanistica, tanto da essere stata scelta come set cinematografico da un regista come Zeffirelli (con “Fratello sole, sorella luna”) o per la fiction di Don Matteo.
Ma non solo le strade, anche le antiche tradizioni qui sono ancora così vive che ogni anno gli abitanti, con la festa delle Gaite, celebrano le loro usanze “mettendo in scena” in abiti medioevali gli antichi mestieri, e non è raro ritrovare nelle taverne locali la riproposizione di succulenti ricette d’altri tempi.

Superata Bevagna la strada segue il fondovalle del Clitumno, le cui fonti cantate da Virgilio e da Carducci, meritano una piccola deviazione. Nell’intimo e affascinante parco a Campello sul Clitumno si respira un’aria di romanticissima quiete. Qui una natura idilliaca è la protagonista assoluta e l’unica traccia dell’arte umana che vi si racchiude, il tempietto romano a Minerva, è stato dichiarato patrimonio dell’Unesco.

Costeggiando un altro torrente, il Maroggia, si arriva poi nella bellissima Spoleto, dove ci si può fermare per la notte e riposare. Ma non prima di aver goduto di un’immersione nella grazia del suo centro storico e della sua scenografica piazza Duomo… nonché di un goloso piatto dei famosi strangozzi al tartufo o una succulenta porchetta arrostita con finocchio e erbe aromatiche secondo la miglior tradizionale culinaria umbra.

La mattina successiva, ristorati da un buon sonno, si sarà pronti per un’altra avventura: la suggestiva seconda tappa che lungo il percorso della vecchia ferrovia Spoleto-Norcia scala la montagna con suggestivi attraversamenti di gallerie e viadotti, intricati percorsi elicoidali, ma con pendenze che non superano mai il 4.5%.

L’antica ferrovia, chiamata anche il Gottardo dell’Umbria per le sue caratteristiche progettuali tipiche di una ferrovia alpina, è stata oggetto di un delicato recupero infrastrutturale: 51 km di tracciato con 19 gallerie, 24 fra ponti e viadotti, 13 caselli, vari tratti elicoidali, con passaggi su scorci sorprendenti…
Purtroppo i lavori su alcuni tratti non sono ancora completati, ma questo non impedisce lo svolgimento di eventi come la pedalata ecologica non agonistica in Mountain Bike del 4 settembre 2016, ideata come escursione slow anche per famiglie e bambini, su 34 dei 51 km totali del percorso, che già ha riscosso tanto successo di pubblico.

Il primo tratto del percorso della ferrovia, da Spoleto a Piedipaterno (circa 23 km), è tutto perfettamente percorribile e in sicurezza; così come lo sono gli ultimi 10 km circa da Serravalle a Norcia. Nella parte centrale del percorso alcune interruzioni sulla linea della ferrovia costringono a muoversi su percorsi alternativi o a fermarsi per una sosta. Non sono molti i km non agibili, ma certo è un peccato che il tracciato non sia completo.

In compenso, il paesaggio che si attraversa è un angolo di mondo davvero sorprendente: una natura inviolata, una strada che si snoda fra folti boschi di lecci e roverelle, che improvvisamente si apre su incredibili e suggestivi scorci di un paesaggio dolcemente antropizzato dove gli antichi castelli di pendio arroccati fra il verde e gli incantevoli borghi nella piana sembrano custodire da secoli la bellezza incontaminata di questa valle.

E poi le abazie, le piccole pievi di campagna e i solitari eremi di una terra che invita alla meditazione e al misticismo, prediletta da santi ed asceti, fonte di ispirazione per poeti e artisti. E che dire dei paesi: Sant’Anatolia di Narco, Scheggino, Vallo di Nera ognuno vale una sosta. Una passeggiata a piedi alla scoperta dei vicoletti, di una chiesina nascosta, di una fonte, di un raro e squisito prodotto locale.
Infine, la bellissima Norcia con la sua grande piana, le sue marcite e le sue incredibili fioriture primaverili che colorano i prati del rosso vivace dei papaveri, dell’azzurro dolce dei fiordalisi e del giallo intenso dei fiori di lenticchie.
Uno spettacolo impagabile che giustamente può essere goduto solo da chi ama la natura, la storia e la cultura di questi luoghi, partecipando della loro realtà, approcciandola con curiosità e rispetto, anzi difendendola dal turismo selvaggio e distruttivo.

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